Il paradosso dei laureati STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) che sono pochi ma hanno un’occupazione al top, è spiegabile attraverso diversi fattori.
In primo luogo, i laureati STEM possiedono competenze altamente specializzate e tecniche, che sono altamente richieste da molte aziende. Le aziende di tecnologia, ad esempio, sono alla costante ricerca di ingegneri e sviluppatori software altamente qualificati per sviluppare nuovi prodotti e servizi.
In secondo luogo, ci sono sempre meno giovani che scelgono di studiare STEM, e questo crea una scarsità di lavoratori qualificati in questi campi. Ciò significa che i laureati STEM sono in una posizione di vantaggio quando si tratta di trovare lavoro e negoziare salari più elevati.
Inoltre, i lavori STEM tendono ad avere salari più elevati rispetto ad altre professioni, il che li rende molto attraenti per coloro che cercano una carriera ben retribuita.
Tuttavia, anche se la situazione occupazionale per i laureati STEM sembra essere positiva, ci sono ancora alcune sfide che devono affrontare.
Ad esempio, molte aziende preferiscono assumere lavoratori con esperienza, il che significa che i neolaureati potrebbero trovare difficile ottenere un lavoro immediatamente dopo la laurea.
Inoltre, la rapida evoluzione delle tecnologie e delle industrie significa che i laureati STEM devono essere in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato del lavoro e continuare ad aggiornare le proprie competenze e conoscenze.
In sintesi, il paradosso dei laureati STEM è spiegabile attraverso la scarsità di lavoratori altamente specializzati e la forte domanda di competenze tecniche e specializzate.
Tuttavia, i laureati STEM devono anche essere pronti ad affrontare le sfide del mercato del lavoro in continua evoluzione e continuare a sviluppare le proprie competenze per rimanere competitivi.
Ma considerando tutti questi fattori positivi dal punto di vista occupazionale, perché ci sono sempre meno laureati STEM?
Purtroppo da un’analisi tra tutti i vari istituti accademici italiani si rivelano diverse ragioni per cui i giovani non scelgono di studiare contenuti STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).
- C’è una vera e propria mancanza di interesse o passione per queste materie, del tutto contraria a quanto si possa pensare guardando i giovani immersi quotidianamente nei loro cellulari. Molti giovani si sentono intimiditi dai contenuti STEM, ritenendoli difficili o poco interessanti. Inoltre, di loro potrebbero avere difficoltà a comprendere i concetti matematici e scientifici, il che potrebbe scoraggiarle dal perseguire questi studi.
- È evidente la mancanza di opportunità educative e di supporto nelle scuole. Se le scuole non offrono programmi STEM ben sviluppati e non investono nelle risorse necessarie per l’insegnamento di queste materie, gli studenti non colgono le opportunità e le possibilità di carriera in queste aree.
- Purtroppo si rivelano stereotipi di genere e culturali associati alle materie STEM che scoraggiano alcuni studenti dal perseguire questi studi. Sussiste ancora l’idea che i lavori STEM siano riservati ai maschi, o che le donne siano meno capaci di compiere carriere in queste aree.
- È da notare che, in considerazione di alcuni dati provenienti dall’incrocio tra status socio economico degli studenti e la loro scelta universitaria, I costi elevati dell’istruzione universitaria scoraggiano i giovani dal perseguire studi STEM, in particolare se le materie richiedono un’istruzione specializzata o la frequentazione di programmi di laurea avanzati o all’estero.
Per contrastare questi ostacoli, le scuole e le istituzioni educative come SafesPro offrono programmi di STEM accessibili e inclusivi che indubbiamente aumentano le opportunità di lavoro specie in economie emergenti come quella pugliese, sempre più proiettata a diventare la California del Sud Europa.
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