Taranto e innovazione: istituito il nuovo dipartimento di Biomedicina nella città

Dipartimento Biomedico, Medicina e Chirurgia di Taranto

l fenomeno dei cervelli in fuga dal sud è ormai una costante del nostro tempo. Molti giovani laureati e professionisti del sud Italia tendono in maniera sistematica a trasferirsi verso le regioni del Nord o all’estero in cerca di opportunità lavorative e di sviluppo personale. 

Ciò è dovuto a una cronica scarsità di opportunità di lavoro e di investimenti nel sud, nonché a una minore qualità dei servizi pubblici e dell’istruzione. Questo fenomeno ha, ovviamente, un impatto negativo sulle regioni del Mezzogiorno, poiché contribuisce alla diminuzione della popolazione e alla perdita di talenti e competenze.

Andandosene i giovani lasciano le regioni d’origine a corto di risorse umane qualificate. Questo ne ostacola la crescita economica e lo sviluppo di di tutto quell’indotto industriale manifatturiero e high tech che caratterizza, invece, le regioni del nord.

Il tutto limita, ovviamente, le opportunità per gli abitanti del Mezzogiorno di migliorare le loro condizioni di vita con un concreto impatto negativo nella configurazione socio culturale del nostro territorio. 

Senza i giovani non si possono creare quelle occasioni di innovazione ed espansione di attività economiche, che renderebbero finalmente il nostro territorio più sostenibile e non schiavo dell’industria pesante.

Ma le cose stanno cambiando: più opportunità al SUD

Grazie all’approvazione dello schema di convenzione tra Regione Puglia e Università di Bari è stato avviato il nuovo dipartimento Biomedico a Taranto. 

Il dipartimento di Biomedicina rappresenta un importante passo avanti per la città di Taranto e per la regione Puglia. Potenziare il campo di ricerca e sviluppo significa anche attrarre importanti investimenti che hanno conseguenze positive sull’economia, sulla creazione di nuovi posti di lavoro e più in generale sul territorio. 

La biomedicina, che applica i principi della biologia e delle scienze naturali alla pratica clinica, utilizza tecnologie avanzate per la diagnosi e il trattamento delle malattie, riducendo gli sprechi e ottimizzando i risultati.  Di conseguenza, anche l’impatto ambientale tende ad essere meno aggressivo, punto da non sottovalutare se si conoscono le condizioni ambientali critiche della città di Taranto. 

Investire sul territorio

Il dipartimento Biomedico, insieme al corso di Medicina e Chirurgia di Taranto diventano tutt’uno all’interno di una strategia di crescita del capoluogo ionico e del suo sistema sanitario. L’investimento prevede 1.500.000 euro, che verranno utilizzati per la costituzione del personale didattico, il cui compito sarà quello di portare avanti lo sviluppo del corso di Laurea. 

Questo investimento è anche un invito ai giovani a formarsi nella propria città, senza dover necessariamente “emigrare” verso altri atenei.  Inoltre, la creazione di nuovi posti di lavoro dà la possibilità, a chi è dovuto andar via per studio o per lavoro, di poter rientrare nella propria terra.

Il mare, le spiagge, il cibo… solo chi è andato via può capire quanto bello è ritornare. 

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