Garanzia Giovani, si riprende a selezionare e avviare al lavoro

Ripartono le misure di formazione e lavoro del programma Garanzia Giovani. Sebastiano Leo, assessore regionale pugliese alla Formazione, alle Politiche per il Lavoro e al Diritto allo Studio, ha annunciato che le agenzie per il lavoro selezionate dalla Regione Puglia con uno specifico bando e quindi accreditate, in seguito a tale selezione, hanno riavviato le fasi di accoglienza e di ascolto, quindi di presa in carico dei giovani NEET.

Usato per la prima volta nel 1999 in un’occasione ufficiale tenutasi nel Regno Unito, l’acronimo NEET (dall’inglese “Not engaged in Education, Employment or Training) definisce persone, soprattutto di giovane età (tra i 18 e i 29 anni), che non lavorano, non studiano e non sono in cerca di occupazione.

I piani formativi del programma Garanzia Giovani saranno aggiornati a breve, ha assicurato Leo, perché l’offerta di lavoro possa incontrare la domanda.

Per accedere a questi percorsi che l’Europa finanzia al fine di contrastare la disoccupazione giovanile, bisogna quindi avere un’età inferiore ai 29 anni, ai 34 al Sud, e attestare di non essere impegnati in attività di lavoro o formative.

In Italia, il piano prevede una serie di step per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di questi giovani. Le misure previste da Garanzia Giovani 2022 sono le seguenti: accoglienza; orientamento; formazione; accompagnamento al lavoro; apprendistato; tirocini; servizio civile; sostegno all’autoimprenditorialità; mobilità professionale; corsi ITS e incentivi per chi assume.

Come lo stesso assessore regionale pugliese ha assicurato, lo scorso luglio, i richiedenti vengono contattati e presi in carico senza soluzione di continuità.

Il programma Garanzia Giovani è nato per essere attivo soprattutto nei Paesi europei dove i tassi di disoccupazione giovanile sono superiori al 25%. Sono le Regioni a occuparsi dell’attuazione del piano, come organismi intermedi, mentre ad ANPAL (Autorità di gestione nazionale del Pon Iog-Garanzia Giovani) è affidata la gestione di alcuni progetti speciali. È proprio il sito ANPAL – Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro la via d’accesso alle misure previste dal programma. Chiunque fosse interessato ai percorsi di formazione e inserimento lavorativo può fare richiesta attraverso le apposite aree del portale.

I dati relativi ai NEET in Italia collocano il Paese in fondo alla classifica europea; statistiche così negative si registrano solo in area extraeuropea, precisamente in Montenegro, in Turchia e in Macedonia. Il rapporto Eurispes OCSE 2022 restituisce un quadro piuttosto avvilente.

Nel nostro Paese la percentuale dei NEET raggiunge il 25,1%, collocando l’Italia dopo la Grecia, la quale fa registrare oltre quattro punti percentuali in meno. In testa alla classifica svettano i Paesi Bassi e la Svezia. Le percentuali di NEET qui registrate (7% per entrambi) li collocano in un’area che non ha bisogno di interventi da parte delle istituzioni europee. Il divario registrato tra gli Stati UE si riflette naturalmente anche sulle regioni italiane. Esistono realtà più problematiche di altre (per lo più al Sud); inoltre le statistiche rilevano
anche un gap tra i sessi. Degli oltre 3 milioni di NEET italiani, quasi due milioni sono donne. Sono dati sui quali occorre intervenire prontamente, non soltanto con strumenti come il programma Garanzia Giovani.

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Pubblicato il 01/08/2021

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