Al via a Bari il Forum Internazionale sulle Biotecnologie Industriali e la Bioeconomia 

Per costruire un presente che sia in grado di proiettarci nel futuro abbiamo bisogno di innovazione, abbiamo bisogno di biotecnologie e bioeconomia. Su questi temi si tiene, per la prima volta in Puglia, un meeting internazionale. Un evento di prestigio dedicato al biotech e all’economia circolare bio. 

La sfida che attende i governi e le comunità, in tutto il mondo, è proprio quella che vede la necessità di arginare i cambiamenti climatici, attraverso il graduale abbandono delle fonti energetiche fossili. Giunto alla sua dodicesima edizione, il Forum Internazionale sulle Biotecnologie Industriali e la Bioeconomia si tiene dal 29 al 30 settembre 2022, presso la Camera di Commercio di Bari. 

Si attendono delegati da venti Paesi, non solo europei. Si tratta di rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca, dell’industria e dell’imprenditoria. Il confronto verte sulle politiche da mettere in atto per favorire la fine di un ciclo evidentemente fallimentare, i lunghi decenni segnati dall’economia lineare, e l’avvio di una fase nuova. Necessaria a garantire la sopravvivenza dell’uomo in un delicato rapporto di equilibrio con l’ambiente e con le altre specie viventi, un equilibrio nuovamente da cercare e difendere. La riconversione ambientale deve avere come architrave la bioeconomia circolare. A livello istituzionale dovranno essere creati dei codici ad hoc per le imprese che perseguono la sostenibilità, attraverso la biotecnologia e la bioeconomia. Gli investimenti pubblici e privati messi in campo finora giustificano la creazione di distinguo per queste aziende. 

Il Forum Internazionale sulle Biotecnologie Industriali e la Bioeconomia, che si svolge nella Settimana Europea delle Biotecnologie, segue al “BioInItaly Investment Forum”, che si è tenuto a Lecce l’11 e il 12 aprile 2022, evento dedicato alle start-up di questo settore. La Puglia si conferma così nucleo attivo e dinamico della nuova economia basata sull’impiego di risorse biologiche rinnovabili.  

Tra i partecipanti alla fiera: i rappresentanti dell’Ocse, dell’European Innovation Council, capitani di industria, rappresentanti delle Regioni Lazio e Puglia, attori del mondo universitario e decine di investitori. È importante sapere che quando si parla o si scrive di bioeconomia, si fa riferimento alla capacità di produrre a partire da quelli che un tempo erano considerati scarti. Il materiale organico che produciamo quotidianamente può essere trasformato e divenire fonte di energia. Gli scarti alimentari non sono affatto gli unici elementi che possono rientrare nel ciclo produttivo. Anche nel settore dell’abbigliamento, della moda più in generale esistono rifiuti biodegradabili, così come nell’industria cosmetica e farmaceutica. La plastica a base bio sta già in molti casi sostituendo quella tradizionale e presto, grazie all’innovazione tecnologica, sarà possibile trasformare e far rinascere quantità maggiori di materiale, di origine diversa.  

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