Il professionista della Privacy è tra i profili più richiesti

Le rivoluzioni in atto (tecnologica e green) travolgono il mercato del lavoro innovandolo profondamente. Nuove professioni sono nate e altri profili ancora sono destinati ad essere modellati dalle rinnovate esigenze delle comunità. 

Le aziende hanno sempre più bisogno di professionisti iper-qualificati; le competenze diventano molto verticali (ovvero specifiche, tecniche) e il ritmo delle assunzioni è dettato proprio dalla possibilità di reperire risorse che siano in grado di interagire con l’intelligenza artificiale o di generare progetti altamente sofisticati, personale che possa essere perfettamente calato in uno scenario dominato dall’automazione industriale. Decine di milioni di nuovi posti di lavoro sono in fieri, proprio mentre scriviamo. Il 70% dei nuovi profili dovrà avere competenze elevate, per svolgere mansioni estremamente tecniche, che andranno a integrarsi con quelle di altro genere.

Un ambito in fase di crescita è quello della gestione dei dati e della tutela della privacy. Il prodotto principe, soprattutto per i colossi della comunicazione digitale, è rappresentato dai dati personali degli utenti. Riteniamo erroneamente l’accesso ai social gratuito. In realtà il prodotto in vendita siamo noi, sono i nostri dati. 

Non solo sul versante social, ma anche in altri settori, la professione del Privacy Officer sta acquisendo sempre maggiore appeal, per chi studia e si forma per il futuro. Il consulente della Privacy è una nuova figura professionale che ha il compito di tutelare e gestire i dati personali all’interno di un’azienda, sulla base delle leggi in vigore. 

Nel 2012 la necessità di avere nell’organico questa figura è stata supportata dal Regolamento del Parlamento europeo sulla protezione dei dati. Quelli in possesso delle imprese hanno bisogno di essere trattati in maniera trasparente, lecita e opportuna, nel rispetto della GDPR 2016/679. L’articolo 35 del Regolamento introduce un obbligo specifico per le grandi aziende e per il settore pubblico, ovvero quello di dotarsi di un Privacy Officer. 

Devono provvedere ad inserire nel proprio organico questo professionista anche le imprese che hanno necessità di costante controllo dei dati degli interessati. 

L’attività del consulente della Privacy è molto delicata e si muove su più livelli: dal contatto con i titolari dei dati alla formazione delle risorse che su quei dati devono lavorare, al dialogo con le autorità responsabili del controllo, alla formulazione di pareri sulla valutazione d’impatto sulla protezione. 

Un’attività articolata che richiede l’acquisizione di competenze giuridiche, tra le altre, e capacità di padroneggiare software specifici. Insomma, le competenze tecnologiche devono essere sviluppate parallelamente alle altre. Il Privacy Officer lavora con i gruppi finanziari, nelle aziende che si occupano di People Management, aziende che operano nel mercato ICT, enti e strutture pubbliche, multinazionali della comunicazione, aziende di editoria e imprese che operano negli ambiti più diversi. 

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